lunedì 21 giugno 2010

Il Collezionista

Negli anni quaranta, Anais Nin ed Henry Miller
camparono per un certo periodo scrivendo
racconti erotici per un uomo che li pagava a
pagina. Il cliente, che si faceva chiamare
"il collezionista", mantenne sempre l'anonimato,
scatenando l'indignata curiosità dei due grandi
autori che prestavano il loro talento e la loro
penna per soddisfare i suoi capricci. Questo
collezionista non apprezzava il loro stile e in
ripetute occasioni pretese che "lasciassero
perdere la poesia" e si concentrassero solo
sul sesso, perchè il resto non lo interessava.
Anais Nin gli scrisse questa lettera a firma
propria e di Henry Miller.


Caro collezionista, noi la odiamo.
Il sesso perde ogni potere quando diventa
esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa
un'ossessione meccanicistica. Diventa una noia.
Lei ci ha insegnato più di qualunque altro quanto
sia sbagliato non mescolarlo all'emozione, all'appetito,
al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai
legami personali, a relazioni più profonde che ne
cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l'intensità.
Lei non sa cosa si perde con il suo esame al
microscopio dell'attività sessuale, con l'esclusione
degli aspetti che sono il carburante che la infiamma.
Componenti intellettuali, fantasiose emotive.
Questo è quel che conferisce al sesso la sua
struttura sorprendente, le sue trasformazioni
sottili, i suoi elementi afrodisiaci.
Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni.
Lo sta facendo appassire, morir di fame, ne sta
prosciugando il sangue.
Se lei nutrisse la sua vita sessuale con tutte le
emozioni e le avventure che la passione inietta nella
sessualità, sarebbe l'uomo più potente del mondo.
La fonte del potere sessuale è la curiosità, la
passione. Lei sta lì a guardare questa fiammella
morire di asfissia. Il sesso non prospera nella
monotonia. Senza emozioni, invenzioni, stati
d'animo, non ci sono sorprese a letto.
Il sesso deve essere innaffiato di lacrime,
di risate, di parole, di promesse, di scenate,
di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero,
di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di
fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino.
Quanto perde con questo suo periscopio sulla
punta del pisello, quando invece potrebbe
godersi un harem di meraviglie tutte diverse e
mai ripetute! Non due peli uguali. Ma lei non
ci permetterà di sprecare parole sui peli;
neanche sugli odori, ma se ci dilunghiamo su
questo argomento lei si mette a gridare:
"Lasciate perdere la poesia!"
Neanche due pelli con lo stesso incarnato,
e mai la stessa luce, la stessa temperatura,
le stesse ombre , mai gli stessi gesti; perché
un'amante quando è infiammato veramente, può
esprimere i toni più sottili di secoli d'arte amorosa.
Quante sfumature, quanti cambiamenti d'età,
quante variazioni di maturità e di innocenza,
di perversità ed arte.
Siamo rimasti seduti per ore a chiederci
che aspetto lei abbia. Se ha reso i suoi
sensi indifferenti alla seta, alla luce, al
colore, all'odore, al carattere, al temperamento.
Ci sono tanti sensi minori, che buttano come
tanti affluenti nel fiume del sesso, arricchendolo.
Solo il battito unito del sesso e dell'animo può
creare l'estasi.


Anaïs Nin

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