lunedì 14 giugno 2010

L'Amore sorveglia la Follia con immutabile aspetto



" Rimbombo di acque! Dalla scoscesa altura il Velino fende il baratro consunto dai flutti. Caduta di acque! Veloce come la luce, la lampeggiante massa spumeggia, scuotendo l'abisso. Inferno di acque! là dove queste urlano e sibilano e ribollono nell'eterna tor­tura; mentre il sudore della loro immane agonia, spremuto da questo loro Flegetonte, abbraccia le nere rocce che circondano l'a­bisso, disposte con dispietato orrore,e sale in spuma verso il cielo, per ricaderne in un incessante scroscio, che, con la sua inesausta nube di mite pioggia, reca un eterno aprile al terreno attorno, rendendolo tutto uno smeraldo: - quanto profondo è l'abisso! E come di roccia in roccia il gigantesco Elemento balza con delirante salto, abbat­tendo le rupi che, consunte e squarciate dai suoi feroci passi, concedono in abissi uno spaventoso sfogo alla poderosa colonna d'acqua che continua a fluire e sembra piuttosto la sorgente di un giovane mare, divelto dal grembo di montagne dalle doglie di un nuovo mondo, che non soltanto la fonte di fiumi che scorrono fluenti in numerosi meandri attraverso la valle! Volgiti indietro! Vedi, dove esso si avanza simile ad una Eternità, quasi che dovesse spazzar via tutto ciò che trova sul suo cam­mino, affascinando l'occhio col Terrore - impareggiabile cateratta,orribilmente bella! ma sul margine, da una parte all'altra, sotto lo scintillante mattino, posa un'iride tra gli infernali gorghi, simile alla Speranza presso un letto di morte, e, inconsunta nelle sue fisse tinte, mentre tutto là attorno è dilaniato dalle acque infuriate, innalza serenamente i suoi fulgidi colori con tutti i loro raggi intatti, e sembra, tra l'orrore della scena, l'Amore che sorveglia la Follia con immutabile aspetto."
(Lord Byron)

Non ero mai stata
alla Cascata delle Marmore,prima di ieri.Stupore e Meraviglia

Sulle origini della cascata c'è una leggenda: una ninfa di nome Nera si innamorò di un bel pastore: Velino. Ma Giunone, gelosa di questo amore, trasformò la ninfa in un fiume, che prese appunto il nome di Nera. Allora Velino, per non perdere la sua amata, si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore. Questo salto, destinato a ripetersi per l'eternità, si replica ora nella Cascata delle Marmore.



Ascolta la voce nell’acqua, dell’acqua che canta
Canta la dolce musica d’amore
del pastorello Velino alla ninfa Nerina.

Come ogni giorno Velino
guidava il gregge a pascoli erbosi
Come ogni giorno per passare il tempo
intagliava pifferi e zufoli
cercava un legno adatto
e si sporse ora a guardare giù dalla rupe nella valle
vide in basso una splendida fanciulla
intenta a lavare nelle acque del fiume che di là scorreva
Velino mai aveva conosciuto amore
e corse a nascondersi turbato
Ma un richiamo irresistibile lo riportò da lei
Suonò, suonò con tutto il suo cuore
Nerina la fanciulla ascoltò affascinata
il suo canto d’amore
e come incantata non si accorse di scivolare dentro il fiume
i cui gorghi inghiottirono il suo candido corpo
Velino,piangendo si tuffò dalla rupe nell’acqua
per salvare il suo amore
Venere commossa da tanto amore salvò
la fanciulla mutandola in ninfa, creatura immortale
Velino divenne fiume e le sue acque scroscianti
cantano ancora il canto d’amore alla dolce Nerina
formando la cascata
e nelle calde sere d’estate, quando la luce del tramonto
rifrange in tanti colori le gocce d’acqua
tra le infinite sfumature se aprirai il tuo cuore
potrai vedere i due fanciulli
stringersi in un canto d’amore.

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