venerdì 11 giugno 2010

Omaggio di Henri Langlois

Più della Garbo, il volto, gli occhi, i capelli tagliati alla Giovanna D'Arco di Louise Brooks,e il suo sorriso.
Chi l'ha vista non può dimenticarla. E' l'attrice moderna per eccellenza, poiché, come le statue antiche, è fuori del tempo. Basta vederla per credere alla bellezza, alla vita, alla realtà dei personaggi. Possiede quella naturalezza che soltanto i primitivi conservano davanti all'obiettivo.
Quando è in film, la finzione scompare con l'arte, si ha l'impressione di assistere a un documentario, dove la macchina da presa l'ha colta di sorpresa.
E' l'intelligenza della recitazione cinematografica, è la più perfetta incarnazione della fotogenia, riassume da sola tutto ciò che il cinema muto degli ultimi tempi cercava: l'estrema naturalezza e l'estrema semplicità.
La sua arte è così pura da diventare invisibile.
Pabst fu un grandissimo regista, uno di quelli che maggiormente hanno operato perché il film muto tornasse al classicismo, ma non riesce a liberarsi dal tanfo dell'espressionismo e da una certa pesantezza tranne nei casi in cui ha come attrice Louise Brooks. Senza di lei non avrebbe mai potuto diventare universale, non avrebbe mai potuto arrivare a quello stile diretto, spoglio, oggettivo, non avrebbe mai potuto spingersi così lontano, trattare soggetti così scabrosi con quell'eleganza, quel modo di dire tutto, di analizzare tutto senza nemmeno apparentemente toccarlo.
(Da 60 ans de cinéma, programma della Cinémateque Française, 1955)

Nessun commento:

Posta un commento