sabato 18 settembre 2010

Tratto da"Mimì Bluette,fiore del mio giardino" (Guido Da Verona)

Oggi, nelle vie di Parigi, solitario ed umile passa il tuo funerale.

Tu, che rappresentavi nella Città Dionisiaca il suo divino e glorioso piacere,
oggi sei ferma, e giaci,
e puoi traversare la Metropoli che ti regalò tanta fiamma,
perchè hai portato nell'anima l'amore di Maria Maddalena.
Sei nata come un fiore selvatico nella dolcissima valle del Po;
hai traversato le bufere di sole che incendiano il terribile Gharb;
hai danzato, sovra un tappeto rosso come il Guébli,
la danza del tuo cuore morto...
Che lunga lunga strada... che infinita malinconia...

Oggi cantano le belle mitragliatrici.

Hai cadenzato la musica di due loquele nel profumo de' tuoi fiordalisi;
hai saputo confondere il sogno nell'armonia de' tuoi movimenti,
come il poeta imprigiona la bellezza nelle musiche della eterna Poesia.

Oggi cantano le belle mitragliatrici.

E Parigi che ha sempre una canzone per la sua camminante bandiera,
Parigi che può sorridere anche nelle ore d'immortalità,
s'incurva su quella che torna dal rosso delirio affricano,
e posa la medaglia di Laire sul feretro azzurro della Transalpina.

Oggi cantano le belle mitragliatrici.

Bluette, porterai qualche musica nella trincea che non dorme,
dai giogo bianco dello Stelvio all'onda calma
che rispecchia le tragiche finestre di Miramare.
Vedrai quelli che assaltarono la rupe del Carso formidabile;
quelli che, guadato il fiume,
terribilmente vissero nell'inferno di Doberdò.
Vedrai quelli che salivano, di notte, senza luna,
in gran silenzio,
per scolpire nel granito inaccessibile la
storia degli Alpini di Monte Nero.
Forse nei bivacchi di linea, su la piegata erba dei nomadi accampamenti, la notte,
al lume delle torce, scioglierai, danzatrice, la tua meravigliosa treccia bionda.
Porterai, d'inverno, su la neve dell'Altissimo,
l'azzurro profumo che trabocca da' tuoi semplici fiordalisi...
E ti sia perdonato, fra tanta guerra, quel tenue rumore di sciarpe
che produce la tua lievità.
Questo è ancora ciò che rimane per ultima cosa negli
occhi dell'uomo che non torna :
la trasparenza d'un velo sul colore indimenticabile d'una treccia,
gli occhi di un'amante lontana,
che innamorata si addormenta nella musica di una lontana città...
Questo è ancora ciò che rimane, dietro le finestre chiuse,
dopo i grandi cimiteri :
un profumo di grembo femminile che farà continuare la vita,
che piegherà l'ideale dei popoli verso le necessarie cune...

Affinchè possa il mondo ricominciare ad uccidersi.

Oggi cantano le belle mitragliatrici.

...dove, negli uragani di sole, con l'iracondo nomade vento il sepolcro cammina...







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