domenica 7 novembre 2010

ANAIS E JUNE

“La vita ordinaria non mi interessa. Cerco solo i grandi momenti. Voglio essere una scrittrice che ricorda agli altri che questi momenti esistono…”. Anais Nin è stata una delle scrittrici più controverse del 900 nonchè un'icona del movimento femminista. Un giorno conobbe lo scrittore Henry Miller e la sua bella moglie June e intrecciò con entrambi una relazione...



Da “Il Diario” di Anais Nin 1931-32

“Henry è arrivato con June. Qundo June mi è venuta incontro, avanzando nell’oscurità del giardino verso la luce della porta, ho visto per la prima volta la donna più bella del mondo”

“June. La sognai di notte, non magnifica e travolgente come è lei, ma piccolissima e fragile, e l’amai.”

“ Il suo viso incredibilmente bianco, mentre si ritirava nell’oscurità del giardino, ha posato per me, al momento di partire. Avrei voluto correre fuori per lasciare la sua bellezza fantastica, poi dirle: “Non saprò più chi sono, cosa sono, cosa amo, cosa voglio […] Ti porti via una parte di me riflessa in te.”

“Volevo rivedere June. Quando riemerse dall’oscurità, mi parve ancora più bella della prima volta. Insidiosa, infinitamente desiderabile, la sentivo trascinarmi verso di lei come la morte.”

“Uscendo dal teatro, la prendo sottobraccio. Lei fa scivolare la sua mano nella mia e le nostre dita si intrecciano. Ero infinitamente commossa dal tocco della sua mano.”

“June non raggiunge il centro sessuale del mio essere , come lo raggiunge un uomo. Non è quella la corda che tocca. E allora che cosa suscita in me?”

“Voglio afferrare le mani di June e scoprire se questo amore per una donna è reale o no. Perché lo voglio? Forse sto portando alla luce emozioni oscure e misteriose (come vuole fare o fa costantemente Henry)”

“Prendemmo un appuntamento, June e io. Sapevo che sarebbe arrivata in ritardo e non m’importava. Io arrivai prima dell’ora stabilita, quasi malata di tensione e di gioia. Che gioia profonda vedere la folla che si muoveva a piccoli passi frettolosi, mentre lei si avanzava a grandi passi verso di me, risplendente, incredibile. Non riuscivo a crederci. La presi per mano…”

“Non faccio che pensare a lei giorno e notte. Appena la lasciai ieri, ci fu un vuoto doloroso e tremai di freddo. Amo le sue stravaganze, la sua umiltà, la sua paura di delusione.”

“Volevo distruggere con la violenza e l’animalità le mie tenui fantasie, le mie illusioni e la mia ipersensibilità. Poi venne June che esaudì i desideri della mia immaginazione e mi salvò. O forse mi uccise perché ora mi sono incamminata sulla strada della follia.”

“L’intensità ci sta distruggendo tutt’e due. E’ contenta di partire. E’ sempre in fuga. Ora sta scappando da Henry. Ma io non riesco a sopportare la separazione perché è fisica, e ho bisogno della sua presenza.”

“Era ora di separarsi. La misi in un taxi. Sedeva lì, sul punto di lasciarmi, e io le stavo vicino, in piedi, in preda al tormento. “Voglio baciarti, voglio baciarti” - disse June. Mi offrì la bocca e io la baciai a lungo.”

“ Se esiste una spiegazione del mistero, è questa: l’amore tra donne è un rifugio e una fuga nell’armonia e nel narcisismo invece che nel conflitto. Nell’amore tra uomo e donna ci sono resistenza e conflitto, due donne invece non si giudicano a vicenda, stringono un’alleanza. In un certo qual modo è amor di sé. Io amo June perché è la donna che mi piacerebbe essere. Non so perché June ami me.”


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