giovedì 18 novembre 2010

Il Palombaro,poesia visiva di Corrado Govoni

da "Rarefazioni e parole in libertà" (1915)

È un caso rarissimo questo nella poesia italiana, che mette in scena veri e propri disegni con definizioni esasperatamente analogiche degli elementi raffigurati. Il sincretismo fonde parole, oggetti e immagini dando espressione figurale al significante. Così il palombaro diventa "Burattino per il teatro muto dei pesci, acrobata profondo, spauracchio, becchino mascherato che ruba cadaveri d'annegati, uomo pneumatico, assassino ermetico", armato di un'accetta che è un "boia sottomarino". Ed il cavo che lo lega alla superficie e gli fornisce aria e quindi vita, si trasforma sia in "cordone ombelicale" sia in "lenza" - con il palombaro allora "esca". La medusa è la "giostra fosforescente di cavallucci marini", le ostriche sono "cofani di sputi e di perle" e così via... Analogia dopo analogia Govoni, che già nelle sue poesie "normali" coltiva questa iperbole della similitudine, tratteggia tutto un quadro sottomarino.

Nessun commento:

Posta un commento