martedì 4 gennaio 2011

“Maschile? Femminile? Ma dipende dai casi. Neutro è il solo genere che mi si addice sempre”.

Nata a Lucie Schwob nel 1894 a Nantes, di origini ebraiche, Claude Cahun è oggi considerata una delle più grandi artiste nella storia delle Avanguardie.
Riscoperte solo negli anni 90, con una grande mostra a Parigi nel ’95, le sue elaborate “messe in scena” fotografiche in monocolo e completo maschile o con i capelli rasati o dipinti di argento, come ballerina-ginnasta o come Buddha, Vamp alla Theda Bara o Alice invecchiata addormentata in un cassettone, costituiscono una straordinaria riflessione sui concetti di ruolo e identità di genere che precorrono di cinquant’anni il lavoro di artiste contemporanee come Cindy Sherman, Katharina Sieverding o Adrian Piper.
La parabola drammatica e straordinaria della sua vita si intreccia dall’inizio con quella di Suzanne Malherbe, conosciuta in adolescenza: presi i nomi di Claude Cahun e Marcel Moore, le due pubblicarono il primo libro, con testi dell’una e illustrazioni dell’altra, nel 1919, lavorarono come attrice e costumista del Théatre Esotérique dal ’25 al 27, e nel ’30 pubblicarono il celebre “Aveux non Avenus”.
Unitasi nel ’32 all’Associazione trotzkista degli Artisti e Scrittori Rivoluzionari, Claude Cahun partecipò nel ’35 con i suoi “tableaux fotografici” all’esposizione Surrealista Internazionale di Londra.Nel 1937 le due decisero di trasferirsi sull’isola di Jersey, nel Canale della Manica, che nel ’40 fu occupata dai nazisti, divenendo l’unica parte di territorio inglese invaso durante la guerra. Durante l’occupazione, le due donne s’impegnarono in una campagna di propaganda anti-nazista distribuendo messaggi disfattisti su piccoli foglietti.Per tre anni, i nazisti cercarono un inesistente gruppo di resistenza sull’isola, fino a che le donne vennero arrestate nel ’44, e la maggior parte della loro produzione fotografica, definita pornografica, venne distrutta.Furono condannate a morte, ma la sentenza non fu eseguita per le proteste del consolato francese, e l’8 maggio 45 l’arrivo degli Alleati le liberò; quel giorno, Claude Cahun volle farsi fotografare sulla porta di casa, con tra i denti uno stemma militare tedesco che le era stato regalato da una compagnia di prigionia.

Cahun, la cui salute non si era più rimessa dopo i maltrattamenti subiti in prigione, morì nel ’54. Marcel Moore si tolse la vita 18 anni dopo, nel ’72.

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