venerdì 7 gennaio 2011

"Portatemi il rimmel e un golf morbido"

«Insieme ai libri politici vorrei leggere anche le favole di Andersen. E poi ancora: "Il Pasto nudo" di William Burroughs, le poesie di Ezra Pound, due riviste pornografiche (qualunque, forse Olympia) e una cosa che trovi di De Sade. Poi vorrei due o tre libri inglesi e un dizionario Langescheidt Inglese-Tedesco». Desideri di una carcerata, scritti nero su bianco in una lettera alla sorella. Richieste tutto sommato normali di una persona dietro le sbarre, che tradisce grande curiosità intellettuale e non si vergogna di mescolare letture alte, a pagine di puro intrattenimento. Ma se la detenuta si chiama, o si chiamava, Gudrun Ensslin ed era una delle più pericolose terroriste della Raf, le Brigate rosse tedesche, allora le epistole dal carcere acquistano una luce particolare, svelando aspetti inediti e insospettabili di una personalità fin qui celebre solo per la sua spietatezza e ottusità dogmatica. Colpisce per esempio la richiesta, da parte di una marxista-leninista convinta, delle poesie di Pound, autore di culto della destra più oltranzista. Curata proprio dai familiari a cui erano indirizzate le missive, esce in questi giorni in Germania, per i tipi di Konkret Literatur Verlag, Zieht den Trennungsstrich, jede Minute (che in italiano suona così: «Date un taglio definitivo, ogni minuto»), antologia che raccoglie le lettere inviate dalla Ensslin alla sorella Christiane e al fratello Gottfried dalla prigione tra il 1972 e il 1973. L' epistolario è una sorprendente miscellanea di argomentazioni ideologiche e di richieste banali, nelle quali la ragazza dalla prigione continua la sua battaglia contro il capitalismo e lo «Stato maiale» ma non rinuncia alle sue piccole pretese modaiole e consumistiche. Come «la matita per gli occhi castano chiaro Dr. Payot e il rimmel color marrone della Revlon». Oppure «un paio di scarpe numero 40, polacchetto, un po' come le Clarks ma di cuoio, color beige, con la suola di crepe, costano circa 56 marchi e le trovi da Goertz». La vicenda di Gudrun Ensslin, figlia di un parroco protestante e insegnante di formazione, è legata a doppio filo a quella di Andreas Baader, fondatore della Rote Armee Fraktion che aveva conosciuto all' università nel 1967 e al quale da quel momento fu legata per sempre sul piano sentimentale e politico. Insieme impararono in Giordania le tecniche della guerriglia, insieme organizzarono rapine in banca, insieme arrivarono poi a progettare attentati dinamitardi e omicidi. Arrestati nel 1972, processati e condannati all' ergastolo, Ensslin e Baader si suicidarono nel carcere di Stammheim il 18 ottobre 1977, dopo che i loro compagni, per ottenerne la liberazione, avevano dirottato un aereo della Lufthansa a Mogadiscio, ma erano stati uccisi dalle teste di cuoio inviate dal governo tedesco. «Alla prossima visita - scriveva la Ensslin nel marzo 1973 - portami per favore un paio di calze Burlington di lana pura alte fino al ginocchio, grigie o beige, e un maglione girocollo blu marine, taglia 50, un classico inglese con le maniche tagliate diagonali, sottile e caldo, liscio e morbido, di Lambswool o di un altro diavolo di lana». E poi chiede ancora crema per il corpo di una certa marca, balsamo per i capelli, cipria, collant neri e altra biancheria intima. Il tono delle lettere a sorella e fratello è tenero, ben diverso dai proclami e dalle minacce che proferiva durante le udienze contro il resto del mondo. Anche quando il tema era politico e si andava allo scontro, con lunghe tirate sulla crisi finale del capitalismo e sulla guerra senza tregua ai suoi lacché, ogni lettera si concludeva comunque con un affettuosissimo «ti abbraccio».

da"Il Corriere della Sera"del 4 gennaio 2006

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