giovedì 31 marzo 2011

Tratto da "La Voce",Anais Nin.


"C'è qualcosa che non va in me. Voglio soltanto vivere con l'intimo io del prossimo. Di esso solo mi curo. Odio vedere la quotidianità della gente, le loro maschere, le loro falsità, la loro resa al mondo, la loro somiglianza agli altri, la loro promiscuità. A me importa solo l'io segreto. Cerco soltanto il sogno e l'isolamento. Ho paura che ognuno parta, vada via, che l'amore muoia in un istante. Guardo la gente che cammina per la strada, che cammina e nient'altro, ed è questo che sento: camminano, ma vengono anche trascinati via. Sono parte di una corrente. [..]" "Tu stai immobile e misuri il tempo con la tua immobilità, e per questo gli altri sembrano correre troppo presto verso la fine. Se vivessi e corressi con loro, cesseresti d'essere conscia di questa morte che in realtà è in te [...] Non è il vivere troppo in fretta e il lasciarsi andare che porta verso la morte, ma il NON muoversi. Allora tutto si deteriora. Quando parti di te muoiono, non sono che foglie che cadono. Ma quello che in te rifiuta di vivere degenererà in cellule per cui non scorre il sangue. E il sangue deve scorrere. Quando vivi, cerchi di divenire; è quando ti fermi che diventi consapevole della morte "

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