sabato 23 aprile 2011

"Io ero una puttana meravigliosa"

Da qualche giorno l'autobiografia di Nell Kimball mi accompagna.Un libro splendido,un'accurata descrizione di New Orleans vista attraverso le tendine merlettate di un casino di lusso.E'un eccezionale documento sociologico su un'intera società ipocrita e corrotta;un ottimo racconto,umoristico e reale.Ed è,soprattutto un concentrato di saggezza profonda,seppur leggera.
Di seguito trascriverò uno dei pensieri di Goldie Brown (nome d'arte di Nell Kimball) riguardo il suo lavoro e coloro che le danno la possibilità di svolgerlo,gli uomini.

"Io ero una puttana meravigliosa.Non vedo nessuna ragione di non ammetterlo adesso che i miei giorni e le mie notti sono ormai lontani anni e anni.Napoleone o U.S.Grant certo non hanno mai detto di non essere meravigliosi generali.Non ho mai conosciuto un attore che non dicesse che era meraviglioso.Quanto poi ai magistrati ,ai senatori,ai pezzi grossi della politica,tutti quanti,sia a letto,sia in salotto,mi hanno sempre dato l'impressione di sapere benissimo il loro valore,la loro posizione.
Ho sempre pensato che una puttana è in un certo senso una specie di super-moglie.Almeno nella sfera della vita intima.E' superiore ad una moglie in quanto si situa in una dimensione drammatica,non costituisce una noiosa abitudine domestica.Sa come soddisfare sessualmente un uomo fino a farlo diventare un tremolante ammasso di gelatina.Lo adula,non lo critica mai,non lo diminuisce mai.Una puttana soddisfa l'amor proprio di un uomo,innalza l'idea che egli ha di sè stesso,come persona importante,vitale e piena di virilità.Un gaudente straordinario,uno stallone di prima forza,un gran bevitore,generoso nei regali,affascinante parlatore,un tipo spiritoso,e un uomo di mondo - un vero cronometro svizzero con sedici rubini.
Non ce ne frega niente se ha delle abitudini di sciattone,nè chiediamo il suo consiglio sul come comportarci con una serva sgarbata,nè ci lamentiamo con lui per il lavandino che perde.Una puttana non si fa mai vedere se non perfettamente lavata e profumata.Quando sta con un uomo è sempre arricciata e truccata a dovere,si fa sempre vedere a lume di candela,in una luce romantica ben studiata.Non rifiuta mai il suo corpo,non dice che ha mal di testa nè accusa l'uomo di avere brutte abitudini.Mai che usi le sue attenzioni di malavoglia,o lo accusi ("Avanti,per l'amor di Dio,vedi di spicciarti,bestione che non sei altro!")di non pensare che a quello.
Noi ragazze ascoltavamo in tutti i particolari le storie di letto delle famiglie bene di Saint Louis - tra le braccia dei mariti che venivano da noi sia per scaricare i tubi sia per sfogare le loro afflizioni e la loro noia.
Io ero molto attenta con gli uomini,e m'intererassavano le loro abitudini.Avevo un cervello che funzionava piuttosto bene,intonato al mio corpo.Anche qui,non ho nessuna intenzione di darmi delle arie.Il cervello di ciascuno dipende da che tipo di nonni uno ha avuto,e bisogna risalire indietro di un paio di centinaia di anni [...]
Ero ignorante,sapevo a malapena leggere e scrivere,ma facevo esercizi di calligrafia col pennino Spencer e una boccetta d'inchiostro turchino. [...] Non sono mai riuscita ad imparare la grammatica alla perfezione,ma ascoltando la gente più fine che frequentava i casini di lusso,col tempo riuscii ad evitare molti degli errori più comuni.Preferirei essere arrestata,piuttosto che dire una smarronata - quasi.Ma non sono mai riuscita ad afferrare tutti i segreti della grammatica.Quanto alle parole difficili,io scrivo come parlo - voglio essere sicura del significato di quello che dico.
In tutti gli anni non rimasi mai incinta.Emma Flegel c'insegnava alcuni trucchi,certi impacchi,certe irrigazioni,che ce lo evitavano.Nei rari casi in cui una di noi rimaneva incita,si poteva comprare in qualunque farmacia una certa pillola nera che,presa per tre giorni,con dei bagni caldi,di solito metteva tutto a posto.Quando una ragazza aveva un ritardo delle mestruazioni,dicevamo che era "caduta dal letto".
Nella nostra qualità di puttane,imparammo il modo di esaminare un gianni*,senza farcene accorgere.Si diventava delle attrici eccellenti nel fingere il piacere sessuale,e lo stesso orgasmo,agitandoci,gridando,ruotando la testa.Per la maggior parte del tempo senza provare nulla,e pensando magari al baccalà che a colazione era troppo salato,e chissà se gli stivaletti abbottonati erano adatti per la passeggiata della domenica al parco? [...]
In quegli anni,dai Flegel,appresi che il sesso occupa circa l'ottanta per cento dei pensieri e dell'occhio del maschio.Se viene privato dalle donne a causa di un lungo viaggio per mare,o dalle pareti di una prigione,oppure da una troppo lunga fedeltà ad una moglie inaridita,si costruisce mentalmente immagini che sbalordirebbero un giovano sultano.Il sesso,per la maggior parte degli uomini,è fantasia.Leggete i cosiddetti libri sporchi,sia i classici,sia quella roba che viene venduta sottobanco.Tutti scritti da uomini.Pure fantasie,impossibili da realizzare,e ridicole,nei loro giochi e nelle loro pazze pretese. Quando un uomo va con una puttana,è tutto speranzoso di realizzare qualcuna di queste fantasie.Ma non succede mai.Non può succedere.Potrà essere eccitato,provocato,succhiato,manipolato,ma la maggior parte delle cose che ha in mente non si realizza mai.E'compito di una brava ragazza di casino fargli godere una della bella serie di giochi,una forte eccitazione delle terminazioni nervose,e infine una bella eiaculazione del suo sperma.Se tutto questo suona poco romantico,la verità è che il sesso non ha niente di romantico.E'una cosa reale,fatte di corpi reali;è un imperioso bisogno di rilassamento,come la molla caricata di un orologio.E'un piacere animale,una grande delizia.Quando si parla di sesso romantico,lo si confonde con l'amore.E a tempo e luogo cercherò di mostrare la differenza,e anche come il sesso e l'amore possano andare in coppia come una pariglia attaccata alla stessa carrozza.Tutta quella pappa che scrivono i poeti non è che un modo elegante di masturbarsi."

*gianni è il termine con cui le ragazze chiamavano i frequentatori dei casini.Mi viene da pensare ai modi di Henry Miller nel suo Opus Pistorum di chiamare il suo pene.Giannetto,Jean Jeudi,Gian Giovedì,Jonh Thurdsday.Che il termine Gianni abbia "radici antiche"?

1 commento:

  1. "Tutta quella pappa che scrivono i poeti non è che un modo elegante di masturbarsi..."

    A volte è così, altre no...In ogni caso mi piace la musicalità di questa frase...

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