giovedì 14 aprile 2011

Violette,l'affamee

Stamane,camminando verso il lavoro,butto un occhio,come di rito,alla bancarella dei libri usati.Therese e Isabelle,di Violette Leduc,in versione integrale.Conosco l'autrice seppur io non l'abbia mai letta.Fremo all'idea di mettere il naso in queste pagine,che,come di consueto,odorano di cantina.

Violette Leduc (Arras, 7 aprile 1907 – Faucon, 28 maggio 1972) è stata una scrittrice francese. Era la figlia illegittima di una cameriera di nome Berthe. A Valenciennes, Violette trascorse un'infanzia segnata da una scarsissima autostima, esacerbata dall'ostilità della madre iperprotettiva. Ebbe un bel rapporto di amicizia con la nonna Fideline e la zia materna, Laure. I suoi studi, iniziati nel 1913, furono interrotti dalla prima guerra mondiale, ma furono ripresi dopo la guerra al Collège de Douai, dove ebbe due relazioni lesbiche con una sua compagna di classe, e con un'insegnante di musica che fu licenziata in seguito alla vicenda. Nel 1926 si trasferì a Parigi, iscrivendosi al Licée Racine. Non superò l'esame di maturità, per cui cominciò a lavorare come centralinista e segretaria alla casa editrice Plon. Nel 1938 incontrò Maurice Sachs e nel 1945 Simone de Beauvoir, che la incoraggiarono a scrivere. Il suo primo romanzo, L'asphyxie, fu pubblicato da Albert Camus con le edizioni Gallimard e meritò le lodi di Jean-Paul Sartre, Jean Cocteau e Jean Genet. La sua opera più famosa, l'autobiografico La bâtarde (trad. it.: La bastarda), fu pubblicato nel 1964. Era candidato al Prix Goncourt, che non vinse per poco, e divenne subito un bestseller. In essa racconta con una franchezza insolita in quel periodo anche delle sue relazioni con altre donne. Continuò a scrivere altri libri, tra cui La Folie en tête, la seconda parte della sua autobiografia letteraria. Nel 1968 Radley Metzger trasse un film dal romanzo di Leduc Thérèse and Isabelle relativo all'amore lesbico fra due adolescenti, con Essy Persson e Anna Gael. Leduc sviluppò un tumore al seno e morì dopo due operazioni.

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