sabato 14 aprile 2012

Le Fontane di Roma

A me delle fontane di Roma non me ne è mai fregato un cazzo. Le ho sempre considerate roba da turisti giapponesi. Le Fontane nonchè i Pini di Roma hanno interessato a suo tempo Ottorino Respighi che ne ha fatto della bellissima musica,ma lui veniva da Bologna. Le Fontane di Roma hanno interessato il grande Goethe, in occasione dei suoi viaggi in Italia, ma lui veniva da Weimar. La Fontana di Trevi ha interessato Fellini che l'ha immortalata ne "La dolce vita" ma lui veniva da Rimini. Io a Roma - in mezzo alle Fontane e ai Pini e tante altre belle cosette - ci sono nato. Un creativo - diciamo pure un pittore - nato a Roma la vita se la deve inventare , altrimenti rischia di diventare un contemplativo estetizzante , fagocitato dalle bellezze del passato. Pertanto bisogna scappare, farsi le ossa altrove, possibilmente in paesi di dinamismo esistenziale e culturale ben diverso, come Parigi, Berlino, Londra, New York.
Evidentemente anche Gauguin a suo tempo si sarà sentito soffocare dalla bellezza e dalla storia della sua città, ricca anch'essa di belle fontane. Per quanto mi riguarda , ad un certo punto, al sole di Roma ho preferito il cielo plumbeo di Lima e prima di assaporare la frizzante Berlino ("Die Berliner Luft") ho respirato la nebbia di Milano, una città forse senza tante fontane, ma una città che mi ha permesso di vivere di pittura agli inizi degli anni Settanta, perchè lì c'era un mercato. Perchè di questo si tratta. Per noi delle vecchie generazioni, Roma - ricca di Fontane e di Pini e di altre belle cosette - è stata sempre una città con poche possibilità di lavoro e poca disponibilità alla cultura. Le Fontane di Roma le ho frequentate solo da ragazzo l'estate per rimorchiare qualche turista possibilmente tedesca o scandinava, non solo perchè ho sempre preferito le bionde, ma anche perchè nella visione della vita di queste ragazze e nella loro educazione sessuale, non c'erano state sicuramente le ombre proiettate delle Fontane di Piazza San Pietro.

Remo Remotti
(Narrazione inedita presente nell'ultimo album,"Mettece Sopra",della Banda Jorona. Canti racconti e suoni della Malavita Romana e Laziale)

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