martedì 17 aprile 2012

STUDIO IN INVERNO

I vetri tremarono all'improvviso, fuori accadde qualcosa.
Mi avvicinai alla finestra. Che fragore era?
Fogli strappati come un turbinio di uccelli nella tempesta.
Una grandinata coprì la terra di perle.

Mi chiesi: quali donne mai sono lassù, che scuotono
I gioielli dai loro colli da far grandinare perle?
Qualcosa è accaduto, senza dubbio,
Sulla terra, nel cielo, nelle anime.

Che cosa può essere accaduto?
Tutto è straordinariamente
Semplice nella tua mente.
In verità
L'inverno è alle porte,
Tutto qua.

2.

Con i capelli mezzi ritti,
Freddissimi,
Venisti direttamente
Dal cuore dell'inverno.

Portasti con te
Chicchi di grandine da fuori,
Qualcosa dal cielo,
Lo si vedeva subito.

Qualcosa della sua luce,
Enigmatico, opaco.
Chicco dopo chicco
La grandine si sciolse.

Le tue parole
Soffocarono in singhiozzi
Irrigidite
Nel frigorifero dei ricordi.

3.

Mentre eri via, sono rimasto nell'angolo,
Di fronte alla libreria bianca.
Lo spirito di Amleto è apparso e scomparso,
Era inutile.

Il delirio babelico di Joyce
Mi offre i suoi servigi.
I pomeriggi sono lunghi, dice,
Potrei esserti utile.

Dialoghi di amanti separati
Lettere, memorie. Quale dovrei sfogliare?
Zelda e Scott Fitzgerald, in un angolo,
Sussurrano, mezzi smarriti.

Ma devo proseguire,
Lo scaffale successivo aspetta.
Perdonami, Volodja Majakovskij,
Perdonami anche tu, Lili Brik.

Passo lentamente in rassegna ogni scaffale.
Quali di voi potrei resuscitare?
C'è ancora qualcosa da chiedere sull'inferno,
O Dante ha già detto tutto?

Forse al vecchio Eschilo è meglio porre
Una domanda banale, del tutto ingenua:
Le tragedie perdute erano meglio
Di quelle sopravvissute?

Continuo ad esplorare, lentamente,
Più lontano ancora.
Ah, ecco Puškin, mi fermo:
Raccontami di Anna Kern.

Raccontami di come è venuta anche lei un giorno
Con i capelli imperlati di chicchi di grandine.
Raccontami di come il loro sciogliersi in lacrime
Abbia potuto tramutarli in perle.

Dimmi come un poeta passa
Le sue giornate là sotto terra,
Dove la fama non può raggiungerlo
E naturalmente neanche la vergogna.

4.

Come un convertito ad un'altra fede
La pioggia si è trasformata all'improvviso in grandine.

Ogni volta che la pioggia batterà sui vetri
Sarai qui, verrai

Come musica, come preoccupazione o come croce,
Ed io ti riconoscerò e verrò in volo da te.

Come colui che sa estrarre le perle dalle ostriche,
Ti strapperò alla musica o alla croce o alla morte.


Ismail Kadaré, 1985



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