domenica 13 maggio 2012

Ho sceso,dandoti il braccio...

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale 
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. 
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. 
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono 
Le coincidenze, le prenotazioni, 
le trappole, gli scorni di chi crede 
che la realtà sia quella che si vede. 

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio 
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due 
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, 
erano le tue. 

Eugenio Montale
Vivian Maier

giovedì 10 maggio 2012

Poesia,Patrizia Cavalli

Anche quando sembra che la giornata 
sia passata come un'ala di rondine, 
come una manciata di polvere
gettata e che non è possibile
raccogliere e la descrizione
il racconto non trovano necessità 
né ascolto, c'è sempre una parola 
una paroletta da dire 
magari per dire 
che non c'è niente da dire.
Francesca Woodman

domenica 6 maggio 2012

Pier Paolo Pasolini,Orgia

Donna: Che cosa vuoi farmi?
Uomo: Legarti le mani.
Donna: Perché?
Uomo: Perché tu perda una libertà…e ne acquisti un’altra: / quella di essere in mio potere. / Così ti vendichi del mondo, e tremi / di una libertà che ti soffoca di gioia…
Donna: Mi soffoca di gioia, forse, perché perdo ogni via di scampo?
Uomo: Sì, accettando di essere nelle mie mani.
Donna: E questo accettare, anzi volere /ciò che non potrei evitare, accresce ancora la mia gioia?
Uomo: Sì, come ogni cosa che si ripete.
Donna: E cosa farai dopo?
Uomo: Ti legherò anche i piedi, / perché tu non possa più alzarti e muoverti. / Perché tu stia come una bestia legata, con la fronte bassa, / con la bocca piena di saliva, / con gli occhi luccicanti di gratitudine, / d’accordo, per bestiale dolcezza, / col suo Padrone che vuole ammazzarla.
Donna: E cosa farai quando sarò legata?
Uomo: Niente, per qualche ora… / O forse per tutta la notte.. o per molte notti di seguito… / Niente. Basterà che tu sia legata, / senza più la tua libertà, / ma solo con la libertà bestiale / del tuo essere felice. Donna: Mi spoglierai nuda?
Uomo: Non del tutto. Voglio che tu senta, / per tua vergogna, che io provo vergogna per te.
Donna: E quando sarò così, mezza nuda, cosa mi farai?
Uomo: Per molto tempo, come tu terrai dentro di te / la felicità di essere legata, io terrò dentro di me / la felicità di averti legata. / Sarà un sentimento spasmodico, non privo di ironia: / e se non si trasformerà ancora in un’erezione / si depositerà come un piacevole tormento nel mio ventre.


Foto Nobuyoshi Araki