martedì 19 giugno 2012

Ho paura del buio ma d’altra parte Leopardi aveva paura dei sottomarini

Mi imbatto nel poeta Azael e condivido con voi questa sua poesia nonchè il suo sito dove potrete leggerne di altre http://www.decubito.org/






























A parte questo
non ho paura di niente
l’uomo nero, no
la morte, no
la peste medievale, no
i ragni, anche pelosi, no
il buio, sì
ma d’altra parte Leopardi aveva paura dei sottomarini.
Della solitudine, no
anzi della solitudine ho il contrario di paura
qual è il contrario di paura?
Paura, sostantivo femminile, contrari: serenità, tranquillità, calma, coraggio, audacia
Coraggio?
Ho coraggio della solitudine
ho l’audacia della solitudine
e la tranquillità dell’uomo nero
ma del buio no
nemmeno se sono solo, al buio
perché nel buio le librerie confinano con l’ignoto
i grandi non hanno paura del buio perché sono pazzi,
quelle stesse librerie che normalmente confinano con l’armadio
ecco, al buio confinano con i lupi siberiani, con l’adolescenza e i cani, con le seppie e piselli
ma, soprattutto, col buio
l’infelicità del piede che sbatte
sta tutta nella delusione
pochissimo nell’alluce
le cose che succedono al buio nessuno le sa
la mamma, nemmeno la mamma, le sa
figuriamoci il dio degli eserciti
le librerie forse sì, ma come cazzo ci parli con le librerie?
Le librerie non hanno paura del buio perché sono pazze.
Vorrei confinare con un armadio
o un mare Adriatico
vorrei essere come la Slovenia, per una volta
e avere un profilo geografico certo
un altrove declinante a sud ovest
una forma accettabile
conosciuta, senza alluci sporgenti né progetti confusi
che se spegni la luce confini lo stesso
col domani Adriatico, il male Tirreno, il dopo stampato
sul mappamondo
la morte fissata tra Pula e Rovigno
avrei il coraggio di Pula e Rovigno, e dell’Istria tutta
ma non è così,
non è così
chiudi gli occhi e c’è il buio
ti ci metti le mani davanti e c’è il buio
pensi e c’è il buio
mangi le seppie e c’è il buio
gli alluci sono già pronti a partire per guerre tremende
il mondo finisce
uccidetemi adesso
appena finita questa poesia
sparatemi, davvero
sparatemi a morte
non ho mica paura
e nemmeno dei ragni, dei grilli, dei lupi,
ma di tutto quello spazio tra La Spezia e Piacenza, senza autostrade, senza i pallini delle città,
di quell’ignoto incresparsi orografico che mi resta da vivere
del buio, angoscia geografica, sì
io ho paura di dove confino, di dove finisco
di non parlare la vostra lingua
del buio
ma d’altra parte Leopardi aveva paura dei sottomarini.

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