mercoledì 19 settembre 2012

La Signora non gelosa

Una signora che stava diventando gelosa non lo diventò.
Nemmeno un po'?
Sì, un po' sì ma pochissimo,
come un solletico al contrario che
invece di far ridere manca poco a piangere.

Vivian Lamarque


Regali di Natale

Per Natale ti faccio i seguenti regali due punti
caramelle svizzere per quando hai la tosse forte da far paura
che non mangerai mai
filtri per quando fumi che butterai dalla finestra
un bicchiere piccolo per bere di meno figuriamoci
dei gettoni per telefonarmi una sera da un bar
una bugia di terracotta per quando avremo buio
una piccola spada perchè sei il mio amore pericoloso
e poi anche un pezzetto di me quale vuoi?

Vivian Lamarque


“Ti offro questa come promessa che il mio amore per te sarà sempre grande”


POESIA ILLEGITTIMA


Dario Wolf, Culla madre, 1961

Quella sera che ho fatto l'amore
mentale con te
non sono stata prudente
dopo un pò mi si è gonfiata la mente
sappi che due notti fa
con dolorose doglie
mi è nata una poesia illegittimamente
porterà solo il mio nome
ma ha la tua aria straniera
ti somiglia
mentre non sospetti niente di niente
sappi che ti è nata una figlia.

(Vivian Lamarque)

Un giorno, meravigliosa creatura

Un giorno, meravigliosa creatura,
io per te diventerò un ricordo,
là, nella tua memoria occhi-turchina
sperduto – così lontano lontano.
Tu dimenticherai il mio profilo col naso a gobba,
e la fronte nell’apoteosi della sigaretta,
e il mio eterno riso, che tutti intriga,
e il centinaio – sulla mia mano operaia –
di anelli d’argento – la soffitta-cabina,
la divina sedizione delle mie carte…
e come, in un anno tremendo, innalzate dalla sventura,
tu piccola eri ed io – giovane.

Marina Cvetaeva
(trad. di P. A. Zveteremich)


martedì 18 settembre 2012

da: Versi per Blok

Il tuo nome è una rondine nella mano,
il tuo nome è un ghiacciolo sulla lingua.
Un solo unico movimento delle labbra.
Il tuo nome sono cinque lettere.
Una pallina afferrata al volo,
un sonaglio d’argento nella bocca.

Un sasso gettato in un quieto stagno
singhiozza come il tuo nome suona.
Nel leggero suono degli zoccoli notturni
il tuo nome rumoroso rimbomba.
E ce lo nomina lo scatto sonoro
del grilletto contro la tempia.

Il tuo nome – ah, non si può! –
Il tuo nome è un bacio sugli occhi,
sul tenero freddo delle palpebre immobili.
Il tuo nome è un bacio dato alla neve.
Un sorso di fonte, gelato, turchino.

Con il tuo nome il sonno è profondo.

Marina Cvetaeva

Giulietta Masina e Federico Fellini

mercoledì 12 settembre 2012

Una volta ti dissi

Una volta ti dissi: 
non arrabbiarti, amore, 
s’io son diversa. 
Forse sono una colonna di fumo, 
ma la legna che sotto di me arde 
è legna dorata dei boschi, 
e tu non hai voluto ascoltarmi. 
Guardavi la mia pelle candida 
con l’incredulità di un sacerdote, 
e volevi affondarvi il coltello 
e così la tua vittima è morta 
sotto il peso della tua stoltezza, 
o malaccorto amore. 
Prendevo in giro l’ebrietà della forma 
e sapevo che ero di lutto, 
eppure il lutto mi doleva dentro 
con la dolcezza di uno sparviero. 
Quante volte fui scoperta e mangiata, 
quante volte servii di pasto agli empi; 
e anche tu adesso sei empio, 
o mio corollario di amore. 
Dov’è la tua religione 
per la mia povera croce?

Alda Merini

Wistful,1940

lunedì 10 settembre 2012

Pietà di me

Pietà di me non per lo splendere del giorno
Che al suo morire piú non solca il cielo;
Pietà di me non per le fuggitive
Beltà dei campi e dei boschetti allo svanir dell'anno;
Pietà di me non per il declinare della luna,
Non per il flusso di maree dal fondo oceano
Né per il desiderio che si placa subito
Cosí come fai tu con il tuo amore.
Questo ho sempre saputo : Amore altro non è
Che un vasto fiore assalito dal vento,
O una grande marea che batte un lido incerto
Freschi relitti seminando raccolti alle tempeste;
Pietà di me, ché il cuore è lento a apprendere
Ciò che la mente sveglia afferra ad ogni tratto.


EDNA ST. VINCENT MILLAY


venerdì 7 settembre 2012

Love is not all

Non è tutto l’amore: non cibo non acqua
non sonno né tetto contro la pioggia;
nemmeno un’àncora per chi affonda e risale,
e affonda e risale e affonda ancora;
non può dare respiro a un polmone ispessito,
non pulisce il sangue e non salda le ossa rotte;
ma in molti corteggiano la morte, anche adesso,
mentre vi parlo, e solo perché l’amore gli manca.
Immobile per il dolore, in cerca di sollievo,
spinta dal bisogno, da una più antica decisione,
è possibile che un momento difficile
mi spinga a barattare il tuo amore per la pace,
o la memoria di questa notte per un po’ di pane.
Potrebbe essere. Ma non lo farò.

Louise Brooks da "Lulù - Il vaso di Pandora"

TESTO IN LINGUA ORIGINALE

Love is not all: it is not meat nor drink 
Nor slumber nor a roof against the rain; 
Nor yet a floating spar to men that sink 
And rise and sink and rise and sink again; 
Love can not fill the thickened lung with breath, 
Nor clean the blood, nor set the fractured bone; 
Yet many a man is making friends with death 
Even as I speak, for lack of love alone. 
It well may be that in a difficult hour, 
Pinned down by pain and moaning for release, 
Or nagged by want past resolution’s power, 
I might be driven to sell your love for peace, 
Or trade the memory of this night for food. 
It well may be. I do not think I would.

Edna St. Vincent Millay

mercoledì 5 settembre 2012

L'amore a mano aperta


So quel che voglio e ho fatto la mia scelta; 
il mio destino non sei tu a deciderlo: 
 che tu mi ami o no, non ha importanza, 
 alla fine, di me rispondo io. 
 La tua presenza, i tuoi favori, tutto 
 ciò che m'hai dato, adesso puoi riprenderti: 
 c'è tra la tua bellezza ed il mio cuore 
 qualcosa che non riuscirai a confondere, 
 nè a tradire. Vorrei che tu capissi 
 che nel mio più segreto desiderio 
 sogno sempre il mio bacio; ma non chiesero 
 di bere ancora quelli che languivano 
 nei deserti del Sud; puoi benedirmi, 
 ma non piegarmi dopo avermi amata 
Io non ti do il mio amore come fanno 
le altre ragazze, in uno scrigno freddo 
d’argento e perle, né ricco di gemme 
rosse e turchesi, chiuso, senza chiave; 
né in un nodo, e nemmeno in un anello 
lavorato alla moda, con la scritta 
“semper fidelis”, dove si nasconde 
un’insidia che ottenebra il cervello. 
L’Amore a mano aperta, questo solo, 
senza diademi, chiaro, inoffensivo: 
come se ti portassi in un cappello 
primule smosse, o mele nella gonna, 
e ti chiamassi al modo dei bambini: 
“Guarda che cos’ho qui! – Tutto per te”.

Edna St.Vincent Millay