mercoledì 19 settembre 2012

Un giorno, meravigliosa creatura

Un giorno, meravigliosa creatura,
io per te diventerò un ricordo,
là, nella tua memoria occhi-turchina
sperduto – così lontano lontano.
Tu dimenticherai il mio profilo col naso a gobba,
e la fronte nell’apoteosi della sigaretta,
e il mio eterno riso, che tutti intriga,
e il centinaio – sulla mia mano operaia –
di anelli d’argento – la soffitta-cabina,
la divina sedizione delle mie carte…
e come, in un anno tremendo, innalzate dalla sventura,
tu piccola eri ed io – giovane.

Marina Cvetaeva
(trad. di P. A. Zveteremich)


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