sabato 27 ottobre 2012

Non esistono amori felici



Nulla appartiene all'uomo 
Né la sua forza
Né la sua debolezza né il suo cuore 
E quando crede
Di aprire le braccia la sua ombra è quella di una croce
E quando crede di stringere la felicità la stritola
La sua vita è uno strano e doloroso divorzio
Non esistono amori felici

La sua vita somiglia a quei soldati disarmati
Ch'eran stati preparati a un diverso destino
A che può servire che s’alzino al mattino
Loro che si ritrovano la sera sfaccendati inerti
Dite queste parole 
Mia vita 
E trattenete le lacrime
Non esistono amori felici

Mio amore bello mio caro amore mia lacerazione
Ti porto in me come un uccello ferito
E quelli senza capire ci guardano passare
Ripetendomi dietro le parole che ho intrecciato
E che per i tuoi grandi occhi così presto morirono
Non esistono amori felici

Il tempo per imparare a vivere è già passato
Piangano nella notte i nostri cuori all'unisono
Quanta infelicità per la più piccola canzone
Quanti rimpianti per scontare un fremito
Quanti singhiozzi per un accordo di chitarra
Non esistono amori felici

Non esistono amori che non siano dolore
Non esistono amori che non strazino
Non esistono amori che non lascino il segno
E non più che di te l’amor di patria
Non esistono amori che non si nutrano di pianto
Non esistono amori felici
Ma è il nostro amore di noi due

Louis Aragon
(da “Poesie d’amore”, Crocetti – Trad. Francesco Bruno)

sabato 20 ottobre 2012

Un uomo che coltiva il suo giardino

“Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un’etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.”


- Jorge Luis Borges -

Alberto Giacometti

lunedì 15 ottobre 2012

Ritratto di donna


Deve essere a scelta.
Cambiare, purché niente cambi.
È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi,
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, l’unica al mondo.

Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma ottima consigliera.
Debole, ma sosterrà.
Non ha la testa sulle spalle, però l’avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che serva questa vite, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.

Tiene nelle mani un passero con l’ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.

Dove è che corre, non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama o si è intestardita.
Nel bene, nel male, e per l’amor del cielo.


Wislawa Szymborska

Francesca Woodman

lunedì 8 ottobre 2012

Questa è la fine (signor tassista)

Questa è la fine 
strepitosa ragazza 
sì, questa è la fine
finalmente questa è la fine 
ce la siamo sudata 
è stata una lunga, lunga camminata 
e così 
questa 
è 
la fine 

(tutti insieme: oh yea) 

non ti scusare per le cattiverie 
spesso le cattiverie sono verità 
e la verità è cosa buona, giusta e santa 
buona come il pane 
non ci si scusa per il pane 
e non ci si scusa per la pioggia 
non ci si scusa per i baci 
non ci si scusa per i meravigliosi gatti 
non ci si scusa per il cielo azzurro 
non ci si scusa per i tetti 
non ci si scusa per gli occhi verdi 
non ci si scusa per aver detto a un uomo: 

“tu non sei stato il mio più grande amore” 

(tutti insieme: oh yea) 

questa è la fine 
generosa ragazza 
sì, questa è la fine 
è giunto il tempo di andare 

qualcuno gentilmente può chiamarmi un taxi? 

e mi porti dove crede signor tassista 
guidi piano che soffro 
il mal di macchina, intendo 
 no, signor tassista non sono lacrime queste 
è pioggia 
sì lo so che non piove signor tassista 
non si preoccupi per la mia faccia 
lei guidi, guardi avanti 
e taccia 

verso est? 
verso est va bene 

 e se ti chiedo di tornare indietro non farlo 

 (tutti insieme: oh yea)


Guido Catalano
Buster Keaton and Marceline Day in "The Cameraman", 1928

Uomini che più lacrime non hanno

E' ufficiale ,oggi ho "scoperto" questo Guido Catalano,che magari è famosissimo ma io non lo conoscevo,e mi piace.Proprio mi piace.


- ti voglio bene
- mi ami? 
- no, però ti voglio bene 
- dunque mi ami? 
- no, quasi 
- quindi mi vuoi benissimo, secondo me
- sì, benissimo 
- quali sono i livelli? 
- ti ho voluto abbastanza bene, poi bene, ora benissimo 
- potresti dunque passare dal benissimo ad amarmi? 
- è plausibile 
- che differenza c’è tra benissimo e amare? 
- la morte 
- la morte? 
- la morte 
- mi spieghi? 
- se ti amo voglio morire per te, tipo che ti salvo dall’incendio e muoio, se ti voglio benissimo dipende 
- vuoi dire che se mi trovo nell’incendio, tu oggi come oggi non saresti sicuro di sfidare le fiamme per salvarmi ed eventualmente morire arso vivo nel fuoco? 
- temo di starlo dicendo ma dovrei trovarmi nella situazione 
- stasera io farò l’amore con un giovane uomo biondo 
- perché me lo dici? 
- sono sincera 
- vuoi ingelosirmi? 
- no 
- secondo me vuoi 
- sì un po’ voglio 
- ci sei riuscita 
- grazie 
- prego 
- puoi evitare di fare l’amore con questo giovane questa sera e venire a mangiare la pizza con me? 
- no, ne ho voglia 
- lui non si lancerebbe nel fuoco per te 
- non lo so 
- non sto domandando, sto affermando, lui non lo farebbe 
- come fai a saperlo? 
- lo deduco dal fatto di non aver mai conosciuto un uomo morire per amore 
- è una deduzione debole 
- però ho conosciuto uomini che più lacrime non hanno 
- se vengo a fare la pizza con te poi faremo l’amore? 
- non “a fare”, a mangiare la pizza 
- sì, mi sono sbagliata 
- è un lapsus 
- dici? 
- dico 
- non hai risposto alla mia domanda 
- quale? 
- dopo la pizza, l’amore 
- no 
- perché? 
- perché se facciamo l’amore e mi piace tantissimo potrei passare dal volerti benissimo ad amarti il che sarebbe pericoloso per la mia vita 
- è vero, soprattutto in caso d’incendio 
- esatto 
- allora vado, devo farmi bella per il mio amico biondo 
- ti amo 
- non è vero 
- hai ragione 
- lo so 
- a dopo? 
- a spero il più presto dei dopo

Probabilmente l' uso di questa fotografia non ha senso alcuno

Ciao, addio, addio, ciao



- ho paura di volerti più bene di quanto tu me ne voglia
- non si dice “più bene” si dice “meglio”

- ok, ho paura di volerti meglio di quanto tu me ne voglia
- così fa schifo

- infatti
- prova in un altro modo

- ho paura che tu non mi voglia bene come io te
- come tu me?

- esatto
- stai parlando di amore?

- temo di sì
- cazzo

- eh
- come facciamo?

- scappa
- scappo?

- fuggi
- fuggo?

- tela
- telo?

- conto fino a cento poi ti inseguo
- e poi?

- se ti acchiappo e riesco a darti un bacio sulla nuca ci sposiamo
- e se non ci riesci?

- amici come prima
- posso usare armi?

- tipo?
- un martello

- che cosa ne vuoi fare?
- tipo che quando stai per baciarmi la nuca ti dò una martellata in viso

- preferirei di no
- ma io non ti amo

- ma che ne sai?
- ma come che ne so!

- magari mi ami e non lo sai
- ma non esiste

- dunque siamo mal sincronizzati?
- temo di sì

- quindi tu mi vuoi più male di quanto ti voglia io?
- più male?

- mi vuoi peggio?
- vabbé devo andare

- comunque nessuno mai ti dirà robe così sceme
- su questo non ci piove

- magari ci grandina
- cretino

- un giorno m’amerai
- quando succederà sarai il primo a saperlo

- se ti vedo con un altro vi ammazzo
- io sto con un altro

- dimmi chi è che vado a ucciderlo
- è molto più grosso di te e ti spacca

- va bene vado a comprarmi una pistola al mercato nero
- buona fortuna

- dai corrispondimi!
- no

- solo sesso?
- no

- sesso non completo?
- no

- bacio con lingua?
- no

- senza lingua?
- no

- mi fai vedere le tette?
- no

- una tetta?
- non ti arrendi mai?

- nel mio personale vocabolario di guerriero dell’amore non esiste la parola arrendimento
- “resa”, si dice “resa”

- stanotte dormiamo assieme?
- vaffanculo

- suca
- fottiti

- ciao
- addio

- addio
- ciao


 Guido Catalano

domenica 7 ottobre 2012

Lady Lazarus

Tiger Orchid,Extrem body art performer and Fakir
Fotografia di Marta Gabrieli

L'ho rifatto
Un anno ogni dieci
Ci riesco -
Una specie di miracolo ambulante, la mia pelle
Splendente come un paralume Nazi,
Un fermacarte il mio
Piede destro,
La mia faccia un anonimo, perfetto
Lino ebraico.
Via il drappo,
O mio nemico!
Faccio forse paura? -
Il naso, le occhiaie, la chiostra dei denti?
Il fiato puzzolente
In un giorno svanirà.
Presto, ben presto la carne
Che il sepolcro ha mangiato si sarà
Abituata a me
E io sarò una donna che sorride.
Non ho che trent’anni.
E come il gatto ho nove vite da morire.
Questa è la numero tre.
Quale ciarpame
Da far fuori ogni decennio.
Che miriade di filamenti.
La folla sgranocchiante noccioline
Si accalca per vedere
Che mi sbendano mano e piede -
Il grande spogliarello.
Signori e signore, ecco qui
Le mie mani,
I miei ginocchi.
Sarò anche pelle e ossa,
Ma pure sono la stessa identica donna.
La prima volta successe che avevo dieci anni.
Fu un incidente.
Ma la seconda volta ero decisa
A insistere, a non recedere assolutamente.
Mi dondolavo chiusa
Come conchiglia.
Dovettero chiamare e chiamare
E staccarmi via i vermi come perle appiccicose.
Morire
E’ un’arte, come ogni altra cosa.
Io lo faccio in modo eccezionale.
Io lo faccio che sembra come inferno.
Io lo faccio che sembra reale.
Ammettete che ho la vocazione.
E’ facile abbastanza da farlo in una cella.
E’ facile abbastanza farlo e starsene lì.
E’ il teatrale
Ritorno in pieno giorno
A un posto uguale, uguale viso, uguale
Urlo divertito e animale:
“Miracolo!”
E’ questo che mi ammazza.
C’è un prezzo da pagare
Per spiare
Le mie cicatrici, per auscultare
Il mio cuore – eh sì, batte.
E c’è un prezzo, un prezzo molto caro,
Per una toccatina, una parola,
O un po’ del mio sangue
O di capelli o un filo dei miei vestiti.
Eh sì, Herr Doktor.
Eh sì, Herr Nemico.
Sono il vostro opus magnum.
Sono il vostro gioiello,
Creatura d’oro puro
Che a uno strillo si liquefà.
Io mi rigiro e brucio.
Non crediate che io sottovaluti le vostre ansietà.
Cenere, cenere -
Voi attizzate e frugate.
Carne, ossa, non ne trovate -
Un pezzo di sapone,
Una fede nuziale,
Una protesi dentale.
Herr dio, Herr Lucifero,
Attento.
Attento.
Dalla cenere io rivengo
Con le mie rosse chiome
E mangio uomini come aria di vento.

Sylvia Plath 

Evviva la Sposa!!

 








Nelle foto: Tiger Orchid, Extreme Body Art Performer and Fakir
Fotografie di Marta Gabrieli