venerdì 7 giugno 2013

Le tue mani ostinate

Poi a letto penso a te, 
la tua lingua metà oceano, metà cioccolata, 
alle case dove entri con disinvoltura, 
ai tuoi capelli di lana d’acciaio, 
alle tue mani ostinate 
e come rosicchiamo la barriera 
perché siamo due. 
Come vieni e afferri la coppa di sangue, 
mi ricompatti e bevi la mia acqua salata. 
Siamo nudi. 
Ci siamo denudati fino all’osso 
e insieme nuotando risaliamo il fiume, 
l’identico fiume chiamato Possesso 
e vi sprofondiamo insieme. Nessuno è solo. 

Then I think of you in bed, 
your tongue half chocolate, half ocean, 
of the houses that you swing into, 
of the steel wool hair on your head, 
of your persistent hands 
and then how we gnaw at the barrier 
because we are two. 
How you come and take my blood cup 
and link me together and take my brine. 
We are bare. 
We are stripped to the bone 
and we swim in tandem and go up and up the river, 
the identical river called Mine 
and we enter together. No one’s alone.

Anne Sexton


Nessun commento:

Posta un commento